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Sappiamo che il mondo del design è particolarmente attento ai temi della responsabilità sociale d’impresa. L’iniziativa di charity, il rispetto per il territorio, la qualità delle relazioni sul luogo di lavoro, ecc. sono tutti aspetti particolarmente cari a chi si occupa di design.
Quello che non sappiamo è che proprio l’incrocio tra design e responsabilità sociale rappresenta un modo nuovo di pensare la produzione industriale e di creare valore. L’azienda danese Vestergaard Frandsen ha fatto di questo incrocio una bandiera culturale e si è impegnata a realizzare prodotti (sì avete capito bene prodotti veri e propri) per le persone che appartengono ai paesi in via di sviluppo . Da questa idea nascono le zanzariere trattate con gli insetticidi, le tende che non lasciano entrare le zanzare e la cannuccia che purifica l’acqua. I prodotti non sono stati  pensati per le agenzie umanitarie (anche se queste sono oggi i maggiori acquirenti) ma per il loro utilizzo da parte  delle persone. La praticità è quindi un aspetto cruciale per il successo di questi prodotti visto il particolare contesto nel quale sono utilizzati. Ma non è l’unico. L’estetica rappresenta una variabile altrettanto rilevante. Interessante l’affermazione di Giovanni Moscion responsabile vendite per l’Europa “Innanzitutto fare in modo che i prodotti usati dai più bisognosi non siano privi di criteri estetici e di design è una questione di uguaglianza. Poi c’è un aspetto utilitaristico: spesso bisogna convincere la gente che un certo oggetto può davvero salvare loro la vita e il fatto che sia bello può aiutare. Per proteggersi dalla malaria in alcuni paesi bisogna sempre dormire sotto una zanzariera, e allora perché non dovrebbe essere bella e funzionale oltre che sicura al cento per cento?
La speranza è che l’esempio di Vestergaard Frandsen sia seguito da altre aziende, soprattutto quelle italiane che proprio perchè lavorano su settori quali tessile-abbigliamento e arredamento potrebbero realizzare prodotti semplici ma capaci di cambiare la qualità della vita delle persone che abitano nei paesi in via di sviluppo.
Come diceva Tom Watson di IBM “good design is good business”. Dopo Vestergaard Frandsen possiamo aggiungere: “good design is good business and good for people”.

Marco

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