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vendesi oro

Ieri sono andato alla fiera dell’Oro a Vicenza e ho partecipato al convegno sul futuro del gioiello coordinato da Irene Pivetti. Tema impegnativo: il settore della produzione orafa è da molti anni in crisi. I dati, citati da Antonio Catalani della Bocconi, sono sconfortanti: -12% di fatturato tra il 2002-2006 ed una quota di esportazioni che, a valore, è calata del 49% contro un mercato che è cresciuto a livello internazionale dell’80%. Insomma, male, malissimo. Soluzioni? Francesco Morace di Futurelab, ripropone nel suo intervento, corredato da belle immagini e frasi ad effetto, il passaggio ad un lusso meno esclusivo e più democratico, con particolare attenzione a fasce emergenti di consumo. Meno oro pataccone più attenzione al design e ai nuovi materiali (acciaio, pietra, legno, ecc.). Il designer-artista Giampaolo Babetto richiama la necessità di puntare sul valore culturale e simbolico alto del gioiello da intendersi non come prodotto ma come opera d’arte. Aldo Cibic, guardando all’esperienza del design in altri distretti industriali, pone l’accento sul ruolo dell’imprenditore come motore della creatività e dell’innovazione. Tutte cose giuste e condivisibili che si uniscono alla necessità di puntare maggiormente sul marketing e sulla comunicazione (brand) e su una maggiore capacità di interazione con la distribuzione e con il consumatore finale. Forse la cosa più interessante la dicono, non a caso, Beppe Modenese, presidente Onorario Camera Nazionale della Moda Italiana e Gianluigi Paracchini, Giornalista di Moda Corriere della Sera, quando pongono l’enfasi sulla necessità di una maggiore teatralizzazione del gioiello. Perché non copiare dalla moda ed effettuare delle sfilate di gioielli in modo continuativo come nella settimana della moda milanese? Perché non copiare dalla fiera del mobile e pensare a stand design-based nei quali valorizzare il prodotto? Camminando per la fiera di Vicenza e vedendo gli stand, si rimane molto perplessi. A parte rare eccezioni, i gioielli sono esposti in modo poco accattivante, tante vetrine che sembrano tutte uguali e che sembrano evidenziare scarsa attenzione verso la presentazione. Come se fosse più importante l’elemento quantitativo (mostrare tutti modelli possibili) che qualitativo (la modalità di esposizione). Difficile pensare di continuare su questa strada, per un prodotto che fa dell’unicità il proprio valore fondativo. Si apre un vero ed importante spazio per il design del prodotto, e, soprattutto, di tutti quegli aspetti essenziali alla sua comunicazione. Possibile che ancora nel 2007 quando vado in gioielleria mi tirino fuori il rotolo con gli anelli (che orrore!) quando anche per un prodotto industriale come un paio di sneaker ci sia un’attenzione ossessiva alle sue modalità di presentazione e comunicazione (si veda footlocker)? E’ un esempio d’accordo, ma indicativo dei grandi margini di miglioramento che questo settore potrebbe conoscere puntando su design e comunicazione.

Marco

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  1. vladi pubblicato martedì 18, 2007

    Sono stato anch’io alla fiera di Vicenza, domenica pomeriggio per la precisione. La mia giornata e’ stata allietata dalla vista di alcune delle donne piu’ belle del pianeta (non scherzo, padiglione b1, provare per credere) che indossavano gioielli, e li mostravano (cosi’ mi dicono, io non li ho notati :D ).
    Io ho avuto un’impressione leggermente diversa rispetto a quella di Marco. Nel baillame generale tipico di una fiera ho visto un settore che sta facendo alcune cose interessanti e che ha gia’ messo in atto alcune delle strategie di cui si e’ parlat nel convegno, senza neanche farle apparire cosi’ eccezionali e rivoluzionarie. Per capirci: le sfilate di gioielli le hanno fatte per tutto il giorno, e non mi pare fossero nemmeno le marche tra le piu’ famose a farle.

    Vi lascio un paio di considerazioni da persona che del settore sa poco e che il convegno non l’ha sentito, ma ha principalmente ficcato il naso tra stand e box.
    1. Credo che la crisi generale del settore sia sintomo di un processo di selezione: le aziende che stanno a metà del guado, quelle che non osano nei territori del nuovo nè eccellono nel classico, soffrono. Normale amministrazione mi vien da dire. Parlando con diversi operatori, chi ha trovato una propria strada nel mercato dell’oro in profonda trasformazione sta correndo, eccome.
    2. Il lusso democratico. Vero, e’ una tendenza. Ma ho visto molti (tanti) russi e mediorientali con valigetta d’ordinanza sbavare davanti ai prodotti piu’ sfarzosi e pomposi, staccare assegni e fare proposte d’ordine corpose su collane e spille che neanche Marta Marzotto metterebbe piu’. C’e’ un mercato del lusso vecchio stile in paesi che hanno delle elite stra-ricche e vanitose e mi pare un mercato bello grosso. Non mi pare nemmeno cosi’ difficile da conquistare: basta tornare indietro di 20 anni.
    3. Gli stand, in linea di massima, non mi sono parsi cosi’ brutti. Direi in linea con molte altre fiere di altri settori. Ho visto stand molto belli ed experience-oriented dei grandi nomi, ma anche situazioni espositive curate, originali e curiose di piccole aziende e licenziatari vari.
    4. Nel padiglione cinese ho visto sia scatoloni pieni di perle buttati alla bell’e meglio, sia alcuni prodotti particolarmente carini dal punto di vista estetico (sulla qualità non vi saprei dire molto). Fossi nelle aziende medie (mediocri) del nostro oro, comincerei a preoccuparmi.

    A presto
    vladi

  2. Eleonora pubblicato martedì 18, 2007

    Gli spunti che sottolinea Vladi mi sembra siano una prima risposta interessante ai temi sollevati da Marco, in uno scenario a tinte fosche che richiederebbe ben più di una bombola di ossigeno….
    Confesso che non ho avuto la possibilità di visitare la fiera di Vicenza, quindi non entro nel dettaglio di Vladi ( ;-) ). Vorrei perciò contribuire alla discussione riprendendo un paio di punti che penso siano centrali per capire dove può andare il comparto: è ancora e sempre vero che 1) gioiello = lusso (ostentazione) e 2) gioiello = oro (valore intrinseco legato al materiale usato)?
    Ovviamente l’esperienza di Vicenza Oro legata al distretto orafo di Vicenza ha seguito una strada ben precisa. Oggi però il percorso e il successo di aziende come Morellato (1° tra le top 10 medie imprese come performance) dimostrano che si può reinventare il gioiello usando l’acciaio e rendendolo democratico attraverso l’idea non di ostentazione, ma di gratificazione (“daily chic”) combinandolo efficacemente con un controllo della distribuzione (Morellato ha comprato recentemente DIP – Diffusione Italiana Preziosi) e un ripensamento del punto vendita. Anche la comunicazione – in parte tradizionale legata alla pubblicità in parte giocata sulle web community – è un tassello importante.
    L’aspetto interessante della vicenda è il ruolo di outsider di Morellato (nato come produttore di cinturini) rispetto alla storia del distretto orafo di Vicenza. Forse per questo più capace di rimettere in discussione il ruolo e l’uso del gioiello rispetto ad una lettura del mercato e dell’impresa non consolidata.
    Un’altra questione critica è quella di costruire un’esperienza collegata al prodotto gioiello, costruendoci sopra una differenziazione in parte creata attraverso la comunicazione, in parte attraverso la forma e la concezione stessa del gioiello (gioielli modulari con cui si può giocare, da personalizzare ecc.).
    Ad ogni modo il salto che viene chiesto alle imprese, sottolineato anche dal convegno a cui ha partecipato Marco, è quello di provare ad andare oltre alla sola capacità di lavorare l’oro, ma di costruire prima un percorso, una storia in cui il gioiello si inserisce. Chi può ideare o aiutare le imprese ad elaborare questa storia?

  3. Sonia pubblicato martedì 18, 2007

    Ciao mi chiamo sonia mi sono appena diplomata in design del gioiello, sono in cerca di lavoro da 2 mesi ho letto il primo commento e conoscendo l’ambiente mi trovo d’accordo nel dire che si potrebbe fare molto in questo campo. Non ho la presunzione di dire che so come si fà ma ho mille idee da sviluppare in questo campo e molto innovative.
    La sfortuna è che non riesco a trovare lavoro perchè il settore è in crisi e quindi non riesco a sfruttarle.Mi domandavo…il settore è in crisi e l’oriente avanza con tecnologia e precisione a basso costo e creatività non sarebbe giusto invece che copiare o rimanere statici lasciare spazio a nuove idee anche più vicine alla gente che compra i prodotti? che detto tra noi si è anche un po’ annoiata delle solite cosine, tant’è che compra gioiellini importati perchè più di gusto! VOGLIO LA POSSIBILITA’ DI LAVORARE

  4. laura pubblicato martedì 18, 2007

    ciao sonia, in che città vivi? forse posso aiutarti….

  5. Marco pubblicato martedì 18, 2007

    Ciao Sonia,
    mi riconduco alla domanda di Laura, poichè io sto cercando delle persone motivate come te per l’innovazione del gioiello.
    Fammi sapere dove abiti, puoi anche scrivermi: tecnolabs@hotmail.com.
    Marco.

  6. Luca Cosseddu pubblicato martedì 18, 2007

    Ciao
    Mi chiamo Luca Cosseddu e, oltre ad essere un designer e artigiano orafo, mi occupo di design per aziende nel settore della pietra ornamentale.
    Il problema maggiore è che dalle mie parti, non esiste un mercato tale sia per collaborare con aziende, sia per realizzare oggetti innovativi.
    Il gioiello viene ancora valutato per il peso che ha, non per lo studio, l’originalità e il design.
    Se Vi và, visitate il mio blog: http://blog.libero.it/goldsign

  7. luca pubblicato martedì 18, 2007

    Mi chiamo Luca Cosseddu e, oltre ad essere un designer e artigiano orafo, mi occupo di design per aziende nel settore della pietra ornamentale.
    Il problema maggiore è che dalle mie parti, non esiste un mercato tale sia per collaborare con aziende, sia per realizzare oggetti innovativi.
    Il gioiello viene ancora valutato per il peso che ha, non per lo studio, l’originalità e il design.
    Se Vi và, visitate il mio blog: http://blog.libero.it/goldsign

  8. joseph pubblicato martedì 18, 2007

    salve io sono un designer armeno
    ho una grossa esperienza e nuovi modelli di designer
    sono da poco in italia , mi potrebbe consigliare dove posso rivolgermi per
    lavorare e così esporre le mie creazioni in italia?

  9. Claudia pubblicato martedì 18, 2007

    Ciao a tutti.

    Sono Claudia e a breve inizierò una selezione di designer anche con breve esperienza (ma con grande creatività) specializzato in gioiello/bigiotteria.
    Il brand che sto creando sarà innovativo per tanti aspetti ma ho bisogno di una persona per sviluppare al meglio la linea stessa che DOVRA’ distinguersi dalla massa.

    Se qualcuno fosse interessato a mandarmi il proprio curriculum per un incarico a progetto/stage, potete mandarmelo a bubu_claudia@yahoo.it.

    Grazie a tutti!!!

  10. Chiara pubblicato martedì 18, 2007

    Buonasera,
    ho provato a mandare il mio curriculum alla mail sopra indicata ma mi dice che l’indirizzo non è valido..ha per caso un altro indirizzo?La ringrazio

  11. marco pubblicato martedì 18, 2007

    prova a levare i puntino finale …

  12. chiara pubblicato martedì 18, 2007

    Non l ho mai messo il puntino finale..

  13. chiara pubblicato martedì 18, 2007

    Non so perchè ma non me la invia..

  14. Cerco pubblicato martedì 18, 2007

    Stiamo cercando una brava/bravo designer con abilità nella creazione di gioielli. Offriamo la possibilità di lavorare in un’ambiente gratificante inviare il proprio curriculum solo se interessati.

  15. Cerco pubblicato martedì 18, 2007

    scrivere info@bloomoon.it