
la tv è morta? o la tv è viva?
in quest’ultimo periodo mi è capitato spesso di leggere/ascoltare/parlare a proposito della televisione. sia in senso generale sia limitata a quella italiana.
e spesso, ahimè, i commenti a proposito della situazione nazionale non possono essere stati dei migliori (vedi, da ultimo, l’intervento dell’unione europea a proposito della distribuzione delle frequenze di trasmissione) soprattutto a causa di una situazione stagnante nei palinsesti e di un duopolio che lascia ben poco spazio alle emittenti minori.
tuttavia, questa situazione apparentemente immobile non lo è del tutto, grazie soprattutto alle tecnologie ora disponibili ma anche grazie alla creatività e alla volontà di un ristretto gruppo di persone.
sto parlando in particolar modo di un progetto che si chiama QOOB.
QOOB è sostanzialmente un canale tv visibile sul digitale terrestre, ma, soprattutto, è una community che vive in internet. qui, cantanti, artisti, videomaker più o meno famosi si confrontano, si scambiano idee e opinioni, votano e propongono concorso. così facendo il canale televisivo è sempre in continua evoluzione mostrando il meglio (e il peggio) di quello che gli utenti pubblicano sul sito.
capita quindi di vedere brevi interviste a registi o a dj (es. spike lee o simian mobile disco), cartoni realizzati in perfetto stile giappo, filmati realizzati da uno dei migliori studio del settore (onedotzero su tutti) ma anche da quello che potrebbe essere il nostro vicino di casa, oppure il video di un’artista particolarmente alternativo.
QOOB è un progetto veramente interessante e senza precedenti (basti pensare che mtv italia, società che ha realizzato il prodotto, aveva previsto sin dall’inizio conti in rosso per un periodo piuttosto lungo) in cui tv tradizionale e internet hanno trovato un giusto equilibrio. se poi aggiungiamo che tutta l’immagine è stata curata finora da designers republic, beh, tanto di cappello ai fondatori di qoob!


Mi sembra un ottimo esempio di tv capace di dialogare con un pubblico molto particolare (giovani e creativi) e di coinvolgerlo attivamente nella stessa produzione dei contenuti. Un progetto molto web 2.0 anche se trasmesso dalla vecchia tv. Unica pecca è che le trasmissioni passino solo attraverso il digitale terrestre e non via satellite o tv normale … sarebbe interessante avere maggiore visibilità.
Marco
effettivamente nel primo periodo di prova, qoob era trasmesso in un canale analogico col nome di YOS (e FLUX nel periodo di passaggio).
credo che la scelta di trasmettere solo sul digitale terrestre (e online ovviamente) non sia del tutto sbagliata soprattutto se consideriamo che la tv analogica tra poco scomparirà. trattandosi di un canale appena nato e che vuole essere aperto a tutti, la scelta del digitale (che permettere un maggior numero di canali) diventa quasi obbligata.
Qoob è un’ottimo terreno di confronto per un video-artista o un aspirante filmmaker. E se l’idea piace Qoob te la finanzia pure. Un bel modo di fare user generated content eispiarmiando in costi di risorse e proponendo MTV come network attento a ciò che succede fuori, pronto ad accogliere le nuove tendenze.
Anche se all’oggi, a parer mio, il canale sul digitale terrestre è un pò un brodo misto dei vari contenuti presenti sul portale. Forse si dovrebbe pensare di iniziare a creare un palinsesto che sia “coerente” e sfrutti blocchi e tempi magari più “canonici” ma che sarebbero utili per dare un ordine ed un senso ai vari contenuti proposti.
nyk stai chiedendo maggiore controllo editoriale?
In fin dei conti gli editori servono ancora nel web 2.0 …
marco