Su design people abbiamo scelto di non parlare del Salone del Mobile e soprattutto del Fuorisalone. Ne abbiamo scritto su questo blog e comunque sono stati pubblicati articoli di grande qualità su le principali riviste di design e sui blog più frequentanti. Lo facciamo ora a mente fredda attraverso un confronto con la New York design week organizzata dal 14-16 maggio 2009 in occasione della più importante fiera americana del mobile ICFF. Il fuori salone newyokese è organizzato al meatpacking district, una delle aree più cool della città. Il paesaggio è paradossalmente molto simile (pur nelle ovvie diversità) a quello di zona tortona: un’area postindustriale che si sta riqualificando. Sia in termini qualitativi (delle diverse proposte presentate) sia meramente quantitativi il confronto non regge: Milano stravince. La settimana del design NY è qualcosa ancora molto di nicchia dedicata ad un pubblico di specialisti e proprio per questo non riesce ad espandersi in termini di rilevanza ed attenzione. Non ha nemmeno giovato l’idea di organizzare il fuori salone newyorkese all’interno dei negozi esistenti. Per due motivi: quando si entra non si riesce immediatamente a capire dove sia il progetto da vedere (si è molto distratti dai prodotti in vendita) ed il negoziante non è culturalmente pronto ad ospitare un pubblico che non sia un suo cliente (don’t touch, don’t photograph). Insomma in 30 minuti si visita il fuorisalone a NY non basterebbero 2 giorni interi per vedere quello milanese.
In realtà penso che dietro queste differenze ci sia molto di più. Due modi molto diversi di interpretare il ruolo del design nella società e nell’economia. Per quanto riguarda l’Italia il design di prodotto, la comunicazione, la distribuzione (e anche la produzione) sono tutte facce della stessa medaglia. Il prodotto, l’evento di presentazione, le pr, la comunicazione sui giornali di settore sono parte integrante del design. Per gli americani design è ancora sinonimo di estetica e di prodotto. La tecnologia è ancora vista in modo separato dal design e come di fatto il fattore principale dell’innovazione. Non c’è da stupirsi che quindi una manifestazione focalizzata sul design (e del mobile per giunta) non riesca ad attrarre pubblico. Non è un caso, infatti, che gli unici eventi che hanno saputo distinguersi durante la settimana newyorkese sono stati quelli organizzati dalle aziende italiane nei vari vernissage nei loro diversi spazi di vendita di Soho. Insomma l’Italia ha fatto davvero una bella figura.
Marco

