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Sta suscitato un grande dibattito l’articolo di Paul Krugman, nobel per l’economia ed editorialista del NY Times, sull’incapacità degli economisti nell’aver previsto l’attuale crisi economica. La tesi di Krugman è che gli economisti si sono innamorati della bellezza delle loro equazioni e hanno trasformato le loro ipotesi di base (l’equilibrio del mercato tra domanda ed offerta e la razionalità degli agenti economici) in una vera e propria ideologia. La crisi ha smentito queste ipotesi: i mercati possono non essere in equilibrio (come accade oggi molti vogliono vendere, nessuno comperare), e le scelte delle persone sono condizionate molto spesso dal loro lato emozionale (le speranze, le paure, le angosce, le passioni, ecc.) e non solo dalla loro razionalità. La soluzione di Kurgman: rifondare l’economia partendo dall’uomo e dalla conoscenza del modo in cui prende effettivamente le proprie decisioni (anche in ambito economico). Su questo punto, il design qualcosa lo può dire. Senza dubbio il design non potrà risolvere il problema del debito pubblico ma ci può insegnare molto sulla capacità di coniugare razionalità ed emozione. Almeno come metodologia progettuale. Il design infatti si trova molto spesso a dover tenere conto dei vincoli imposti dall’azienda (processi produttivi, costi, prezzi di uscita del mercato, le tecnologie esistenti) che rappresentano la parte razionale e allo stesso tempo realizzare prodotti/servizi che siano in grado di dialogare con il lato emozionale dell’utente. Il designer deve progettare prodotti che seducono, di cui innamorarsi ben al di là delle sole funzioni tecniche. Sappiamo quanto i lovemarks ( i prodotti di culto) giocano un ruolo particolarmente importante nella vita del consumatore. La capacità di creare e trasferire queste emozioni attraverso dei prodotti non è assolutamente scontata. Senza dimenticare che il prodotto è un prodotto e che quindi va realizzato, controllato, impachettato, spedito, distribuito … tutte cose che sono necessarie , di cui bisogna tenere conto ma che non creano da sole nessuna emozione. Speriamo che gli economisti possano guardare al design con occhi nuovi per trarre qualche indicazione per fondare la nuova economia.

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  1. [...] aspetto però opinioni da chi ha studiato il fenomeno meglio di me.. in proposito segnalo l’articolo di Marco sul ruolo del design nell’economia. Mi piace parlare di marketing design per quanto riguarda [...]